Martedì 23 dicembre 2008
Alice Ha ragione Luigi La Spina che sulla "Stampa" di oggi lamenta il vizio politico tutto italiano di "Parlar d'altro". Ovvero di non considerare i gravi problemi della società contemporanea, ma di rincorrere divagazioni tipo repubblica presidenziale.

Bisognerebbe però che i grandi giornali si chiedessero quali sono le loro colpe in questa situazione. Ci offrono scene e retroscena della vita politica nazionale, al posto dell'antico pastone romano. Dove molte cose trovavano posto in poche righe.
Adesso, hanno paginoni interi per fatti da nulla.

Forse è venuto il momento di chiedersi seriamente e con umiltà che cosa sia oggi l'opinione pubblica, come venga informata e come la grande stampa indipendente fornisca gli strumenti necessari per interpretare i fatti e rappresentazioni 'fedeli' della realtà contemporanea.

Forse è troppo comodo scaricare tutta la colpa sui politici. A volte sembra che i grandi giornalisti siano conniventi più che parti terze con la delega a narrare e giudicare per il bene comune. Non solo per la tiratura della loro testata.

Non viviamo nel paese di Alice, ma molti (politici e giornalisti) tentano di farcelo credere. Purtroppo. Ed i risultati si vedono.

Fonte foto, Stampa.

[22.12.2008, Anno III, post n. 341 (718), © by Antonio Montanari 2008]

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Domenica 21 dicembre 2008
Segnalatistampa Attorno alla crisi del Pd ho ballato un'intera estate. Qualcuno non ha gradito. Nulla di male, succede. Adesso che tutti ne parlano, non ho nulla da aggiungere.

Il 9 ottobre richiamavo il fatto come, sul trionfo del pensiero unico nella politica italiana, i signori dell'opposizione avessero i riflessi molto lenti. Insomma non facevano il loro mestiere.

Quel post, "Mal di stomaco", segnalato in home il 9 ottobre, era cancellato il giorno dopo. Mai successo.
Il punto dolente era forse in un passaggio sul "lodo Alfano". Bene, avevo così la conferma d'aver visto giusto. De minimis non curat praetor. Soltanto le faccende serie fanno agitare.

La censura, detto bonariamente, mi ha espulso dalla home del giornale da quel 9 ottobre. Per un foglio liberale il fatto dovrebbe apparire strano.
Peggio sarebbe se la causa fosse "ad personam": non contro il contenuto, ma contro il contenitore, ovvero il sottoscritto. Non mi scandalizzerei neppure se fosse così. Avrei anche una traccia possibile per arrivare a certi suggeritori. Tra Rimini e Torino non ci sono linee aeree, ma viaggiano egualmente investimenti pubblicitari.

Barbara Spinelli scrive oggi sulla "Stampa" che i "commentatori" sono "facili a scrutare i cedimenti passati, meno facili a scrutare i cedimenti presenti". Ha perfettamente ragione. Elenca i "vizi del passato che sopravvivono", conformismo, indifferenza, complicità.

Il guaio è che se qualcuno, pur soltanto della periferia di un blog da lettore, vuole sottrarsi a quei vizi, non gli è concesso di farsi ascoltare. Il problema del "lodo Alfano" è una cosa dannatamente seria. Una legge incostituzionale. Non si può far finta di nulla.

Barbara Spinelli ha scritto oggi in riferimento alle parole di Gianfranco Fini sull'indifferenza degli italiani alle leggi razziali del duce (1938). Ho già osservato che allora vigeva la legge del manganello.
Per questo, resto esterrefatto leggendo,  al proposito (e su altre questioni), Riccardo Barenghi che elogia Fini. Anche se poi conclude di non sapere quanta "buona fede" ci sia nelle prese di posizioni di Fini, e ricordando che ai richiami di Berlusconi Fini si è sempre "adeguato".

Basterebbe soltanto questo aspetto per considerare Fini il "(retro)marcia su Roma", e non un "leader di sinistra nel centrodestra". Purtroppo Barenghi si adegua al folclore di questi tempi. Luxuria docet. Per non ricordare (seriamente) il massimalista Benito Mussolini...

[21.12.2008, Anno III, post n. 340 (717), © by Antonio Montanari 2008]

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Martedì 9 dicembre 2008
Auguri Avevo pensato al "Cafonal" come nome d'un farmaco per combattere certi fenomeni di italica inciviltà. Adesso vedo che così è stato battezzato un libro fotografico. I volumi passano, i problemi restano. Anzi peggiorano. Quale medicina ci vorrebbe per curare le Giustizia nostrana?

"Che ne sarà dei diritti dei più deboli, dei meno protetti, dei disgraziati come noi?". Se lo è chiesto Giuseppe D'Avanzo su "Repubblica" di domenica 7 dicembre 2008.
La risposta arriva oggi da Bologna: 70 mila processi in quella città sono stati cancellati per prescrizione e carenze d'organico (dalle pagine felsinee dello stesso quotidiano).

La risposta io l'ho già data qui, in una pagina in cui concludevo, autobiograficamente, che oggi in Italia "chi è orfano di protezione può essere offeso impunemente".

Da qualche tempo le cose della Giustizia vanno di male in peggio. In questo paese di Azzeccagarbugli, le due classi nobili della Giustizia, magistrati ed avvocati, si passano la palla.

Ho scritto: se dovessimo stilare una graduatoria della pericolosità sociale, gli avvocati rischierebbero di finire in testa a tutti, anche a quelli che difendono.

Scambiamoci gli auguri per il 2009. Ma non illudiamoci. "Credete che sarà felice quest'anno nuovo?". Felice sì, forse per pochi fortunati. Ma per noi che, come dice D'Avanzo, apparteniamo alla categoria "dei disgraziati", che cosa cambierà in meglio in questo tristo Paese?

[09.12.2008, Anno III, post n. 337 (714), © by Antonio Montanari 2008]

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Sabato 6 dicembre 2008
I grandi opinionisti conservatori si sono arresi all'evidenza. Non possono più tacere sugli errori dei loro idoli politici. Ma non possono neppure andarci giù in modo pesante. Per cui indorano la pillola, tirando loro delicatamente le orecchie. Fingono di elogiarli. Ma poi ne dicono tutto il male possibile. Basta leggere in trasparenza gli scritti di questi commentatori.
Due esempi, entrambi tratti dal "Corriere della Sera".

Sabato 29 novembre, Piero Ostellino intitolava: "Salvate il soldato Giulio dalla sua intelligenza".
Era in sostanza l'invito al lettore a diffidare dell'intelligenza del ministro Tremonti. Come si ricava dal passo in cui si dice di lui che "come filosofo, i giudizi sono preoccupanti e preoccupati".

Giovedì 4 dicembre, Sergio Romano  pubblicava un fondo dedicato al "Tallone del seduttore", ovvero Berlusconi che aveva sentenziato che i direttori del "Corriere" e della "Stampa" avrebbero dovuto "cambiare mestiere".
Alla fine Romano componeva un agghiacciante ritratto del nostro capo di governo: un uomo senza stile, incapace di fornire all'opinione pubblica all'opinione pubblica "un modello di serietà, equilibrio, riserbo e, soprattutto, misura verbale".

Conserveremo questi due articoli come preziose testimonianze dell'involuzione politica italiana. Provocata da chi ha raccolto molti voti nelle urne e molti consensi nei sondaggi proprio perché rappresenta benissimo l'Italia chiassosa e fanatica che non ragiona sulle cose, ma sbraita offendendo chi non la pensa allo stesso modo. E favorita, questa involuzione, dai grandi pensatori politici del grande giornalismo conservatore che si nutre di citazioni e di fantasmi del passato.
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Lunedì 3 novembre 2008
Notostudioso Il dott. prof. Silvio Berlusconi, noto medico geriatra di Arcore, ha pubblicato uno studio sulla possibilità di far arrivare la durata media della vita a 120 anni.
Il ministro Brunetta studierà i provvedimenti necessari per applicare queste teorie scientifiche.
In divisa sado-maso il ministro Brunetta si aggirerà nei reparti geriatrici, con un frustino che userà per sollecitare i renitenti.
Al personale medico e paramedico sarà fatto obbligo di sottoscrivere un protocollo in cui si dice che la vecchiaia non esiste e che per dimostrarlo basta cantare "Giovinezza giovinezza, primavera di bellezza".

[03.11.2008, Anno III, post n. 335 (712), © by Antonio Montanari 2008]

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Sabato 1 novembre 2008
Il Rimino

Diario italiano
Tavola calda.
Le novità del giorno.


01.11.2008.

Il venerabile
e il venerato


All'indice
De bello gellico


Gelliunita Nessun dubbio avevamo. Resta un classico della letteratura politica contemporanea il "De bello gellico". Composto tanti anni fa dal venerabile maestro della "Loggia Propaganda Due" (1981, 932 iscritti) di una qualche massoneria piu' o meno "riconosciuta" (ma ben riconoscibile), il testo si e' dimostrato all'altezza della situazione contemporanea. Ha resistito al trascorrere "inesorabile" del tempo. E' stato studiato e, soprattutto, applicato.

Lo riconosce onestamente il suo autore. Non per vanto, ma per offrire una patente di benedicente paternita' al capo del governo. Niente mai avviene a caso.
Se in questo "caos calmo" di un autunno dal cielo oscuro, Berlusconi (tessera 625 della P2) e' definito dallo stesso Gelli come esecutore dei suoi antichi progetti, ci sara' pure un significato preciso.
Non per nulla Gelli torna alla ribalta. Addirittura va in tivu'. Non in quella ansiogena  (secondo il cavaliere) del servizio pubblico. Ma in una rete privata, per offrire camomilla al popolo, secondo il dettame del proprietario di Mediaset per puro caso anche capo dell'esecutivo.
E come esegue, lui, Berlusconi, non esegue nessuno: parola di Licio Gelli. "E' l'unico che può andare avanti" a realizzare il "Piano di rinascita democratica" ideato dallo stesso Gelli "forse" su misura, come un abito di lusso, per lo stesso cavaliere.
Le coincidenze della storia e della politica sono sempre ben precisi fatti che corrono lungo un binario prestabilito.

Cossiga E lungo quel binario poi s'incontrano dei capistazione come Francesco Cossiga. Che, uso a disobbedir sbraitando, ha respinto le critiche di Rosy Bindi alla prossima trasmissione di Gelli.
Su di lei il presidente emerito ha sentenziato: "Credevo fosse brutta ma intelligente, mentre e' brutta, cattiva e cretina".

L'episodio sara' portato ad esempio della gioventu' italica nel manuale di Educazione civica introdotto dalla ministra Gelmini. La quale, sia detto en passant, si e' presa gli elogi di Gelli per la sua riforma scolastica che "riporta finalmente un po' d'ordine". "Ordine nuovo" come nella antica strategia degli "opposti estremismi"?

[01.11.2008, Anno III, post n. 333 (710), © by Antonio Montanari 2008]

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Riministoria
il Rimino
"Riministoria" e' un sito amatoriale, non un prodotto editoriale.
Tutto il materiale in esso contenuto, compreso "il Rimino", e' da intendersi quale "copia pro manuscripto".
Quindi esso non rientra nella legge 7.3.2001, n. 62, "Nuove norme sull'editoria e sui prodotti editoriali e modifiche alla legge 5 agosto 1981, n. 416", pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 67 del 21 marzo 2001.
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Venerdì 31 ottobre 2008
Neonato I neonati riceveranno un prestito dal governo al tasso del quattro per cento.

Se il prestito non sarà restituito il bambino sarà requisito dal ministro Tremonti al compimento del secondo anno di età, ed inviato a scuola dalla signora maestra Gelmini e dal prof. Brunetta.

I quali con delicati biberon all'olio di ricino, tenteranno di spremere le meningi del piccolino affinché da grande si ricordi di restituire il maltolto.

Ogni somministrazione del biberon sarà accompagnata da una lezione per mettere in guardia il fanciullo dai nefasti effetti che le esperienze del '68 hanno provocato in lui.

Al momento in cui il povero bambino avrà il dono della parola, sentendosi ricordare i suoi precedenti di manifestante 40 anni prima che nascesse, potrà articolare frasi sconvenienti in base allo statuto delle Nazioni Unite.

[31.10.2008, Anno III, post n. 332 (709), © by Antonio Montanari 2008]

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Neonataforzaitalia A sinistra (ma soltanto nella foto). Bebé di Forza Italia che da grande farà prima gli spogliarelli e poi la ministra. Ovvero dal bonus alla bona.

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Giovedì 30 ottobre 2008
Il Rimino

Diario italiano
Tavola calda
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30.10.2008,

Cossiga docet
Pueri cantores


Imag30102008rep Da che mondo e' mondo, i bimbi sono sempre in prima fila, esibiti con orgoglio dai genitori, ad inneggiare o a protestare. Cossiga si e' scandalizzato in Senato. Non avrebbero dovuto gridare: "Assunzioni, assunzioni", ma "Merendine, merendine".

Ha ragione? Ma quando sono nato mi hanno fatto subito "Figlio della Lupa". Poi mi hanno portato alle processioni, a cantare in modo stonato gli inni della Chiesa. Gli altri coetanei invece si esibivano in "Bandiera rossa". Tutti eravamo bene o male "pueri cantores".

Per cui non vedo nulla di male se un babbo spiega al figlio che si va in corteo perche' se licenziano la maestra, suo figlio (che ha stessa eta' del piccolo che urla infastidendo Cossiga), non avra' nulla da mangiare.

La parola "assunzione" non e' per ora un'oscenita'. I bambini imparano presto a capire il mondo, ad accettare il prossimo.
Poi purtroppo crescono ascoltando i senatori alla Cossiga che vogliono menare i dissidenti. Od i presidenti alla Berlusconi che ragionano come donna Prassede: poche idee e sempre quelle, ma soprattutto scambiano per cielo il proprio cervello. O quei signori leghisti da legare che voglio ridurre la scuola italiana a giardino del proprio condominio, niente insegnanti meridionali al nord, ognuno soltanto con maestri di casa propria.

I bambini sono intelligenti ed onesti. Noi adulti vogliamo essere piu' intelligenti di loro, e facciamo i furbi rimettendoci in onesta'.

Presidente Cossiga, senza stipendio ad una mamma maestra od operaia che sia, le merendine per il figliolo non si comprano.
Per declamare simili amenita' bastano ed avanzano i giardinetti, mica occorre scendere pomposamente nell'aula del Senato.

[30.10.2008, Anno III, post n. 391(708), © by Antonio Montanari 2008]

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Martedì 28 ottobre 2008
Il Rimino

Diario italiano
Tavola calda
Le novità del giorno.


28.10.2008.

Perche' pagare
le tasse?
Fiasco del Fisco


Evasionefiscale Una vecchia regola democratica diceva: tutti i cittadini hanno diritto agli stessi servizi, pagandoli pero' in base al proprio reddito con le imposte su di esso.
Adesso vogliono introdurre differenze direttamente sui servizi, come Francesco Giavazzi nel "Corriere della Sera" di oggi: per i ricchi piu' tasse universitarie.

E' giusto? Altra domanda: ma come si fa a stabilire se uno e' ricco? La risposta la ritroviamo sullo stesso quotidiano, in due pagine di un focus intitolate "Fisco, una fuga da 100 milioni" (di Mario Sensini). E nell'articolo "Una battaglia persa, tra condoni e manette" (di Sergio Rizzo). Il sottotitolo di questo secondo servizio recita: "L'infedelta' fiscale spesso finisce in prescrizione. Negli Usa 11.691 arresti in sette anni".

Da noi il cavalier Berlusconi ha ripetutamente elogiato l'evasione fiscale. Ha definito l'Italia, quand'era all'opposizione, "uno Stato di polizia tributaria".

Vincenzo Visco gli rispose con parole sempre attuali: "Berlusconi mente sapendo di mentire. Da presidente del consiglio faceva l'apologia degli evasori. Da capo dell'opposizione lancia un'abile campagna di propaganda per far apparire straordinaria l'introduzione in Italia di procedure e norme fiscali molto piu' garantiste di quelle che esistono normalmente, senza scandalo alcuno, in Francia, in Germania, in Usa, cioe' in paesi civilissimi dove l'evasore fiscale viene considerato uno che danneggia la collettivita' e non un simpatico e abile furbone. La verita' e' che non vuole la liberta' di impresa nelle regole, ma la liberta' di infrangere le regole".

[28.10.2008, Anno III, post n. 329 (706), © by Antonio Montanari 2008]

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Lunedì 27 ottobre 2008
Gelmini27102008 Ricordate le vignette con la didascalia "Senza parole"? Bene, l'ho messa mentalmente sotto la foto della ministra Maristella Gelmini pubblicata dal "Corriere della Sera" di oggi a corredo dell'intervista che le è stata fatta, e che è riassunta da un titolo che appunto lascia senza parole: "Il mio modello è Obama".
Il testo è ancora più sconvolgente: Obama copia la Gelmini ("Sta proponendo per la scuola americana provvedimenti simili ai nostri...").

La ministra ha dimestichezza soltanto con i luoghi comuni appresi alla scuola del partito ed alla tavola del suo principale. Non sa ovviamente nulla di pedagogia. Le suggeriamo di leggere l'intervista con Francesco De Bartolomeis sull'ultimo "Tuttolibri". Dove lo studioso novantenne ricorda che la pedagogia "deve lavorare sui ponti che congiungono alla produzione, l'arte, la scienza, la vita".

La ministra cerca di conquistare consensi con frasi che non hanno fondamento storico, e sulle quali di potrebbero scrivere trattati per dimostrarne la inconsistenza.
Come quella che attribuisce ai sindacati la colpa degli stipendi da fame e della proletarizzazione dei docenti.
Per risollevare le sorti economiche della misera classe insegnante, ci sono due episodi da citare nella storia dell'Italia postbellica. Più di mezzo secolo fa, Amintore Fanfani motu proprio alzò gli stipendi. Trent'anni fa, i sindacati unitariamente ottennero lo stesso risultato con uno sciopero generale di tutte le categorie dei lavoratori. I quali compresero l'importanza del ruolo svolto dalla scuola nella società. Fu l'ultima volta.
E la ministra è frutto della cultura aristocratica di chi ha fatto i soldi e se ne sbatte altamente di tutti gli altri cittadini. Perché tutto si compra. Occhio, ragazzi, a non vendervi a questi signori. (O ad altri che possono apparire sul mercato della politica.)

A proposito di "comprare": "Berlusconi prima ha cercato di comprarmi offrendomi di fare il ministro.... Ma siccome è andato a vuoto, dice che sono un malvagio. La verità è che non sopporta le persone libere". Firmato Antonio Di Pietro.

[27.10.2008, Anno III, post n. 327 (704), © by Antonio Montanari 2008]

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